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Bollette Gonfiate PDF Stampa E-mail

Scritto da Administrator, 03-02-2008 09:39

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Pubblicato in : Il Blog, Angolo della vergogna


"Bollette del gas gonfiate, penalizzati tutti i clienti finali dagli enti pubblici ai consumatori". E' questa l'ipotesi della procura della Repubblica di Milano che ha indagato 11 persone tra cui l'amministratore delegato dell'Eni, Paolo Scaroni, e una decina di società. Truffa aggravata, violazione della legge sulle accise, uso o detenzione di misure o pesi con falsa impronta, e ostacolo all'attività degli organi di vigilanza sono le accuse contestate. L'ostacolo alla vigilanza, cioè l'attività dell'autorithy dell'Energia, è il reato più grave in questa inchiesta dal momento che prevede una pena compresa tra i 2 e gli 8 anni di reclusione ed è anche l'unico per il quale è possibile ricorrere alle intercettazioni.Delle perquisizioni e delle indagini ha dato notizia lo stesso gruppo Eni con una nota ufficiale diffusa in mattinata e in cui si nega che ci siano in gioco influenze sulle bollette, ma evidentemente la procura è di diverso avviso.Le perquisizioni della gdf sono avvenute nel capoluogo lombardo, Roma, Torino e Piacenza negli uffici dell'Eni e di altre società del settore energia. Per quanto riguarda il gruppo Eni, le società coinvolte sono Snam Rete Gas e Italgas. Oltre a Paolo Scaroni, amministratore delegato dell'Eni, e altri dirigenti di Snam e Italgas, sono indagati i vertici e i dirigenti di Aem e Arcalgas, Domenico Dispenza direttore generale della divisione Gas e Power di Eni, Carlo Malacarne a.d. di Snam Rete Gas, Giovanni Locanto rappresentante locale Italgas. E anche anche Giuliano Zuccoli, presidente e amministratore delegato dell'Azienda energetica milanese, Roberto Gilardi, Dario Cassinelli, Aldo Scarselli, tutti dell'Aem e società controllate.
Poi Agostino Covati e Angelo Ferrari di Arcalgas.
Tutte le società coinvolte nelle indagini sono anche state iscritte nel registro degli indagati per la legge 231 del 2001 relativa alla responsabilità amministrativa delle società, cioè con l'accusa di non aver predisposto il modello organizzativo adatto a pravenire la commissione di reati.
Dice l'Eni: "Gli strumenti messi sotto indagine dalla Guardia di Finanza non incidono sulle misurazioni relative alla bolletta dei consumatori". Nel decreto di perquisizione i pm affermano tra l'altro: "Viene per così dire introdotta una nuova e illecita unità di misura che viola il principio di legalità in tema di metrologia".
Secondo i pm Sandro Raimondi e Maria Letizia Mannella "l'indagine ha consentito di appurare che le transazioni vengono effettuate con strumentazioni di vario tipo le cui indicazioni vengono poi corrette allo scopo di convertire i volumi di gas a condizioni cosiddette standard - si legge nel decreto - con conversione autonomamente previste dall'erogante e non asseverata da alcuna norma di legge".
In procura a Milano, inoltre fanno osservare, che non ci sono sistemi omogenei di misurazione, che i misuratori venturimetrici non sono legali e che gli stessi erano stati esclusi dalla comunità europea. In sostanza l'inchiesta contesta la bontà e la validità delle miusrazioni di un prodotto che arriva al cliente finale, comprendendo tutti dall'ente pubblico al cittadino-consumatore.
Va inoltre ricordato che tra gli appartenenti alla guardia di finanza impegnati nelle indagini sulle bollette del gas ci sono i quattro ufficiali, Virgilio Pomponi, Rosario Lo Russo, Vincenzo tomei e Mario Forchetti che secondo le accuse messe a verbale dal generale Roberto Speciale a luglio di un anno fa il viceministro Vincenzo Visco avrebbe tentato di fare trasferire in altra sede. Tre dei quattro ufficiali avevano partecipato anche alle indagini sulla scalata di Unipol a Bnl.(fonte Tiscali.it)

Ultimo aggiornamento : 03-02-2008 09:44

   
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Tags : Blog, Angolo della vergogna, Bollette Gonfiate


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